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Eccoci qui, di nuovo, con la nostra RUBRICA TOOCHIC.

Oggi vi voglio parlare di alcuni stilisti del 900 che cambiarono notevolmente il concetto di vestire di quegli anni, in parole povere, le pioniere del nostro modo di vestire moderno. 

Nel 900 ci furono stilisti che  grazie al loro modo di concepire la moda cambiarono totalmente le regole cosi rigide di quel periodo, una moda che per loro non doveva essere dei pochi ma dei molti, comoda e sicuramente più consona al periodo storico in cui nasce. 

La moda aiutò le donne dell’epoca a far sentire la loro voce perchè  grazie ad essa riuscirono a provocare e a far capire che loro non volevano più sottostare al ruolo nel quale la società le segregava, non volevano essere solo mogli o madri ma DONNE che decidevano da sole, attive nella società e padrone del proprio destino. 

E proprio grazie a queste stiliste e all’audacia delle loro creazioni cosi innovative che tutto ciò non rimase un utopia ma si tramutò in realtà. 

Gabriella Coco Chanel:

Tutte la conosciamo, tutte la ammiriamo e tutte, chi dice il contrario mente, abbiamo desiderato una delle sue borse.

Chanel può essere considerata una pioniera non solo per le sue creazioni ma anche per il suo contributo storico sociale che donò alle donne dell’epoca. 

Non ebbe un infanzia facile, cresciuta dalla suore, per la perdita prematura della madre, all’età di 18 anni, uscita dalla scuola  di arte domestiche di NOTRE DAME, inizio a lavorare come commessa in un negozio di maglieria  e parallelamente a portare avanti il suo sogno di diventare una stella del Cabaret, da qui il suo nome COCO.

 Dopo vari amori, incontrò Boy Capel, che da subito percepì il potenziale creativo della ragazza, grazie a lui, Gabriella riuscì ad aprire la sua prima boutique, tuttavia i due non si sposarono mai, anche per via del divario sociale che avevano e quando Gabriella venne messa davanti alla scelta o lui o il lavoro, lei non ci penso due volte e scelse il lavoro. Siamo nel 1912. 

Chanel non si è mai definita una sarta ma una creatrice di moda, non ha mai fatto alcun bozzetto delle sue idee, si lasciava ispirare dalle stoffe e creava. 

Le sue creazioni erano diverse dagli abiti dell’epoca, lei non realizzava corsetti o gonne lunghe tipiche di quel periodo, lei preferiva abiti lineari, puliti, adatti a tutte le donne, non si ispirava ai ceti sociali ma alla necessità della gente comune. 

La vera svolta nella sua carriera arriva con l’utilizzo del JERSEY fino a quel giorno usato solo per la biancheria.

Un altro dei suo Must have, il tubino nero “petite robe noire” che diventà in assoluto un classico del costume. 

Ma la vera conquista ideologica è che fu la prima stilista ad inserire il PANTALONE come capo femminile, creando un qualcosa che afferma, con gusto e sobrietà, l’eleganza femminile, attraverso la rivisitazione di abiti maschili, un concreto e importante contributo all’emancipazione femminile.

Ella non si è mai voluta riconoscere come femminista, ma la sua rivoluzione nel disegno dell’abito femminile coincise con l’esplosione  di tale movimento.

“Fino a quel momento avevamo vestito donne inutili, oziose, donne a cui le cameriera doveva infilare le maniche, io, invece avevo ormai una clientela di donne attive; una donna attiva ha bisogno di sentirsi a suo agio nel proprio vestito. Bisogna potersi rimboccare le maniche” 

Cit. Coco Chanel

Louis Rèard e il Bikini:

Probabilmente in poche lo sanno, ma è grazie a lui se oggi indossiamo il Bikini come lo conosciamo. 

All’epoca le donne conoscevano solo il costume intero, e lui invece pensò bene di creare un due pezzi, non sapendo che stava creando una vera e propria bomba mediatica, tutti gridarono allo scandalo, siamo nel 1946. 

Diciamola tutta la sua idea prende spunto dall’idea di un altro Jacques Heim che inventò il costume più piccolo del mondo, e Louis  si limitò solamente a renderla più fattibile. 

Quando dovette pubblicizzare la sua creazione non trovo nessuna modella disposta a prestarsi, sarebbe state troppo nude, così dovette ingaggiare una spogliarellista di nome Micheline Bernardini. 

Inizialmente il bikini era molto adorato dalle dive del cinema di quell’epoca ma poco apprezzato dalle donne comuni che non avevano il coraggio di indossarlo.

Solo negli anni 60 iniziò ad essere accettato e successivamente indossato dalle donne comuni. 

Tuttavia ci vollero ancora degli anni e delle ragazze considerate troppo libertine per quell’epoca a renderlo di uso comune. 

In Italia per esempio fu proprio Sofia Loren a sdoganarlo, vincendo anche il titolo di MISS ELEGANZA nel concorso di Miss Italia del 1950. 

Passarono gli anni e venne sempre più accettato e accompagnato anche dagli accessori tipici da mare che tutti noi conosciamo come parei, ciabattine, maxi cappelli ecc ecc.

Louis Rèard con il bikini innesco una vera e propria rivoluzione culturale creando un indumento sexy, travolgente e ancora oggi amatissimo da tutte. 

“ Una ragazza in bikini è come una pistola carica sul tuo tavolino da caffè, non c’è niente di male in lei, ma è difficile smettere di pensarci” 

Cit.  Garrison Keillor 

Mary Quant e la minigonna:

Geniale, Libertina e innovativa è grazie a lei se oggi indossiamo la minigonna. 

A sedici anni decise di andarsene di casa e vivere alla “bohème” di Londra. 

Grazie a degli incontri fortunati riesce ad aprire la sua prima BOUTIQUE, dallo stile economico ma molto innovativo. 

Mary era un osservatrice, interpretava il gusto dei giovani che vedeva per strada, gli anti conformisti dell’epoca e grazie a questo suo occhio curioso inventò la minigonna. 

Piccola premessa negli anni 60 il comune pudore era molto diverso da quello che conosciamo oggi e la minigonna rappresentava una vera e propria sfida alla società dell’epoca. 

Ebbe un successo immediato, ma anche molto contrastato dalla società e dalla chiesa che la consideravano scandalosa. 

Ci vollerò migliaia e migliaia di gambe al vento, di fischi e di commenti insollenti prima che il comune senso del pudore accettò la minigonna.

Tuttavia da li a poco, fu un boom. 

Dalle prime mini, fino a quelle di pelle nera ispirate ai punk, fino a quelle in tessuto sintetico degli anni 80, fu un susseguirsi di modelli innovativi. 

Come non ricordare la celebre Twiggy modella degli anni 60’ che fu la prima TOP MODEL ad indossare una minigonna. 

La minigonna non fu soltanto un indumento ma una vera e propria rivoluzione che ha saputo cogliere appieno quello che le donne dell’epoca volevano, essere LIBERE. 

“ Le vere creatrici della mini sono le ragazze, le stesse che si vedono per strada” 

Cit. Mary Quant 

E ditemi ora, non sono da ringraziare? 

Fateci sapere la vostra nei commenti. 

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